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 Storia del rock anni 60

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JenniferJoplin
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MessaggioTitolo: Storia del rock anni 60   Mar Ago 10, 2010 7:23 am

http://www.scaruffi.com/history/icpt22.html

Rock'n'Blues
Quando John Mayall realizzò Bluesbreakers (1966), assieme all'ex chitarrista degli Yardbirds Eric Clapton, definì una volta per tutte i canoni di un rhythm'n'blues per musicisti bianchi ed europei che presto divenne l'epitome del "blues-rock", una delle più radicate correnti del rock britannico. Mayall pose inoltre le basi per la nascita del progressive-rock con una serie di lavori tra cui vale la pena citare Hard Road (1967), coadiuvato dal nuovo chitarrista Peter Green; Bare Wires Suite (1968), ricco di preziosi arrangiamenti jazz; la sofisticata musica lounge del concept-album Blues from Laurel Canyon (1969); il suo capolavoro, Turning Point (1970), registrato con il chitarrista Jon Mark e il sassofonista Johnny Almond, nonché preludio all'ambizioso Jazz-Blues Fusion (1972). Alcuni dei musicisti presenti in questi dischi avrebbero poi formato i Fleetwood Mac, i Colosseum e i Mark-Almond sviluppando ulteriormente i continui esperimenti di Mayall sul blues.

L'equivalente americano di John Mayall era Al Kooper, il tastierista che aveva creato il suono di Like a Rolling Stone e Blonde on Blonde di Bob Dylan, ovvero la musica rock come la conosciamo oggi. Kooper formò i Blues Project, una band i cui strumenti solisti erano il flauto e l'organo e che elaborò un'atmosferica miscela di blues, folk, pop e jazz su Projections (1967). Al Kooper, Mike Bloomfield, che aveva suonato sui capolavori di Paul Butterfield e di Bob Dylan, e il precedente chitarrista dei Buffalo Springfield Stephen Stills si unirono nel primo super-gruppo dell'epoca e registrarono Supersession (1968), un disco che segnò il punto d'incontro tra acid-rock, folk-rock e blues revival. Continuando una carriera parallela a quella di Mayall, Kooper formò in seguito una delle più famose band della scena pop-jazz: i Blood Sweat & Tears.

Mayall e Kooper ispirarono infiniti gruppi su entrambe le sponde dell'Atlantico tra i quali spiccano senza dubbio i Cream. Questo complesso, di fatto il primo "power-trio", nacque dall'unione di tre consumati musicisti blues inglesi, Jack Bruce, Eric Clapton e Ginger Baker, i quali più di chiunque altro cambiarono il volto del rock britannico, portando la fusione di blues e rock a una intensità mai raggiunta prima. I Cream utilizzarono l'improvvisazione di gruppo a un livello degno della musica jazz e indulsero allo stesso tempo in distorsioni chitarristiche e lunghi assolo che erano letteralmente sconvolgenti per un pubblico cresciuto con i Beatles. Anche le melodie soul-jazz di Sunshine of Your Love (1967) e White Room (1968), per quanto assolutamente non rivoluzionarie, puntarono verso un pop molto più sofisticato degli infantili ritornelli Mersey-beat.

I Fleetwood Mac di Peter Green furono uno dei più creativi e competenti gruppi britannici del blues revival. Black Magic Woman (1968), Albatross (1968), Man of the World (1969) e The Green Mahalishi (1970) divennero presto successi molto famosi.

I Ten Years After di Alvin Lee offrirono una frenetica, assordante e violenta versione della blues-jazz fusion. L'epilettica Going Home (1968), l'ipnotica Hear Me Calling (1969) e la lugubre No Title (1969) mostrarono al rock britannico la strada che dai Cream conduceva all'hard-rock.

La stessa San Francisco attrasse e accolse una folta comunità blues che venne influenzata dall'acid-rock diffuso in città. I suoi esponenti migliori furono: Janis Joplin, la più viscerale cantante del suo tempo, i cui selvaggi esordi furono immortalati su Cheap Thrills (1968), ma il cui miglior album è probabilmente il postumo Pearl (1970); Steve Miller, che firmò le allucinazioni di Children of the Future (1968) e Sailor (1968) prima di abbracciare la musica di consumo; Carlos Santana, la cui carriera raggiunse il vertice tra Santana (1969), sul quale si intersecano ritmi latini, fraseggi blues e improvvisazioni psichedeliche, e Lotus (1974), ispirato a Miles Davis e John McLaughlin dopo la conversione al buddismo e al jazz.

Da Wikipedia

Rock Psichedelico
Con la nascita della psichedelia una grossa fetta del rock attinse alle nuove ricerche dello scrittore e psicologo Timothy Leary sugli effetti artistici dell'assunzione di nuove droghe naturali come il peyote o sintetizzate in laboratorio come l'LSD.

Il movimento nacque negli Stati Uniti ma il successo commerciale del genere venne sigillato dai Beatles nel 1967 con il disco Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e taluni nelle iniziali della canzone Lucy in the Sky with Diamonds hanno creduto di leggere la sigla LSD[senza fonte].


Nella West Coast californiana un certo giro di gruppi legati al movimento hippie si avvicinarono e spesso si fusero con il country e nacque il country rock che prese una strada diversa dal resto del rock.

L'emergenza della guerra del Vietnam portò gruppi e cantanti americani ad un atteggiamento più politicizzato rispetto agli inglesi, forse anche per i rapporti con i rappresentanti della Beat generation stanziatisi ormai da anni a San Francisco.
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